Una voce al margine della città: Scampia accoglie Papa Francesco

associazione-dream-team-papa-francesco“Scampia Felice” e un comitato di liberi cittadini, credenti e non, che hanno dato vita ad un laboratorio politico, per esprimere con altri una cittadinanza attiva e responsabile e dare una proiezione politica alle varie esperienze sociali e culturali maturate nel quartiere. Nel corso di un quinquennio ha sviluppato una serie di iniziative culturali e formative volte ad una partecipazione politica dei cittadini, e sopratutto ha elaborato idee e proposte di politiche per una crescita sostenibile del territorio, raccolte e discusse in due Manifesti, un primo nel marzo 2011, un secondo nel novembre 2012. L’imminenza della visita del vescovo di Roma a Scampia e Napoli, ha sollecitato una serie di riflessioni per una Lettera a papa Francesco che si propongono in questo quaderno. L’Associazione DREAM TEAM – Donne in Rete, membro attivo del comitato, è intervenuta con una propria riflessione sulla questione femminile.

“Una voce al margine della città, in attesa di una visita gradita”

Spesso ci chiediamo nel metterci al servizio del prossimo qual’e il nostro ruolo preciso, ci piace riassumerlo in poche parole: DARE VOCE A CHI NON HA VOCE.
L’esperienza dello sportello di Dream Team con le donne non riguarda solo abusi di violenza, noi cerchiamo di offrire loro uno spazio tutto per loro , un luogo protetto dove possano rifugiarsi nei loro momenti più affannosi della loro vita quotidiana, un contesto multiproblematico in cui la figura femminile porta sulle spalle il peso della gestione della famiglia, non soltanto dal punto di vista educativo e relazionale ma anche economico laddove il capo-famiglia può essere assente perchè detenuto, morto oppure semplicemente poco presente in casa. Un territorio dove degrado e violenza si intrecciano fino a creare situazioni limite nelle quali a volte e anche difficile intervenire –> diffidenza, paura di denunciare e di affrontare il futuro.
Dietro quegli sguardi ci sono storie, storie di vite vissute, molte volte con violenza, subita fin da bambine, con sofferenza fisica e psicologica, affanni, miserie, degrado, che sopportano il travaglio giornaliero in silenzio e solo a volte rotto da un pianto copioso e ci sono momenti che ci prende lo sconfor-to di raccogliere solo lacrime.
Le condizioni economiche, le dinamiche familiari, le problematiche legate alla gestione della casa e dei figli sono sempre pressanti per le donne del nostro territorio, hanno sempre la meglio su tutto il resto: per questo finiscono per mettere da parte se stesse.

Se dite che i vangeli sono affollati di donne, dalle suocere alle ragazzine, da donne dalle storie tormentate a donne femminili, un orizzonte femminile attorno a Gesù altamente significativo, perchè non si riesce allargare questo orizzonte prima nella chiesa? Dopo secoli non si e ancora riusciti a togliere questo modello di ruolo di subordinazione sociale della donna all’uomo.
Con Papa Francesco stiamo incominciando a nutrire una speranza, che qualcosa possa cambiare, siamo pienamente convinte che Lui sia deputato a questo cambiamento, la sua sensibilità e la grande attenzione verso gli ultimi, Lui che viene da un paese dove ha visto ed ha conosciuto esperienze di donne paragonabili a Maria sotto la croce, come le madri di plaza de mayo.
Nessuno si è mai sentito, anche se qualche volta l’ha pensato , di fare dichiarazioni e di assumere delle posizioni nette e precise nell’identificare il giusto ruolo della donna nella vita sociale ed ecclesiale.
Affermare l’uguaglianza tra uomo e donna anche nella loro diversità , la necessità di completarsi a vicenda con modalità diverse, questo sarebbe veramente un passo giusto da fare per iniziare un cambiamento religioso e sociale del ruolo della donna e porterebbe un beneficio proprio a quelle più deboli, emarginate e doppiamente sfruttate.

Francesco, perchè non farlo? Un esempio ma anche una sfida al mondo laico, a tutti quelli impegnati nel mondo della cultura, dell’economia e della politica.
La ricerca di un equilibrio come tu hai detto, evidenziando che non da affrontare ideologicamente, perchè “la lente dell’ideologia” impedisce di vedere bene la realtà. Non “silenziamo“ più queste voci di donne, rendiamole partecipi a tutti i contesti della vita, diamole innanzitutto diritti e dignità.
Aspettiamo con speranza e attendiamo.

Patrizia Palumbo
Associazione Dream Team – donne in rete
ass.dreamteam@gmail.com

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