Il futuro è di chi sa: DREAM TEAM alla Clinica Mediterranea

associazione-dream-team-clinica-mediterraneaDREAM TEAM – Donne in Rete ha partecipato il 27 ottobre 2014 alla giornata inaugurale dell’edizione 2014-2015 di “Mondo Donna”, ciclo di incontri proposti dalla Clinica Mediterranea di Napoli. Ad introdurre la discussione Celeste Condorelli, Amministratore Delegato Clinica Mediterranea S.p.A.; insieme a Patrizia Palumbo, presidente dell’Associazione DREAM TEAM – Donne in Rete, l’amico Gaetano Di Vaio, produttore cinematografico e regista, e Bianca D’Angelo, Assessore Assistenza Sociale e Attività Sociali della Regione Campania. Moderatore della serata, Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino. Ecco, il nostro intervento sul tema “Il futuro è di chi sa”.

Il futuro è di chi sa immaginare percorsi nuovi per raggiungere traguardi

La nascita di Dream Team – donne in rete, fu un processo naturale, nel 2009 . É stato un dato di fatto di un percorso che si stava consolidando, un progetto di Rete importante, nel quale le forze territoriali coinvolte hanno investito e creduto fortemente, accompagnando con entusiasmo ogni tappa della sua realizzazione, avente lo scopo di formalizzare una rete di reti, ovvero di ufficializzare i rapporti di collaborazione tra enti e associazioni preesistenti sul territorio.

Pensando a DREAM TEAM – lo dice anche la parola “dream” – mi vene da dire che il futuro é di chi lo sa sognare, con la speranza insita nei sogni stessi, ma anche con il coraggio di realizzare i propri sogni, affinchè non si perda niente che la vita ci dona. In questi anni abbiamo scelto di occuparci delle donne che, nel territorio di Scampia e più in generale della municipalità 8, hanno sulle spalle, troppo spesso, il peso della gestione della famiglia, sia per ciò che riguarda l’economia sia per quanto attiene alla dimensione affettiva e relazionale. Forse per questo penso si possa dire che il futuro é anche di chi sa mettersi in gioco, come le utenti della nostra associazione possono fare attraverso le opportunità di formazione, con i corsi o con una richiesta d’aiuto, insomma anche di chi ha il coraggio di bussare ad una porta sapendo che verrà accolta – il lavoro del nostro sportello di ascolto per le donne è prima di tutto accoglienza, per cercare di ascoltare ma anche di dare voce a chi voce non ha. Anche noi operatrici sociali ci mettiamo in gioco, ogni giorno, con le nostre competenze e le difficoltà di un lavoro che, seppur gratificante, spesso ci pone in situazioni frustranti…. il lavoro a titolo gratuito (lo sportello DREAM TEAM funziona con uno staff di operatrici volontarie), “per la gloria” frase che uso spesso per battuta, le mancanze delle politiche istituzionali, i casi complessi tra denunce, conflitti, violenze, soprattutto quando sperimentiamo un senso di impotenza nelle relazioni di aiuto.

Nel 2012 l’associazione DREAM TEAM ha cambiato la sua compagine facendo entrare come socie ordinarie tutte le referenti delle associazioni fondatrici: mi sembrava dovuto dare una ufficialità a tutte le giovani donne che nel corso di questi anni si sono prodigate volontariamente mettendosi al servizio del territorio a nome dell’associazione. Sono cresciute, hanno acquisito ulteriori competenze, titoli e mi sembra giusto che ne facciano parte integrante con incarichi ufficiali, con la prospettiva di un cambio di guardia in futuro.

Ma il futuro è anche di chi sa… di non sapere… e si informa, pensa, riflette sulle tematiche di interesse sociale, educativo, psicologico, culturale ecc. per avere spunti di crescita personale e professionale e diventare attore di un processo di cambiamento dal basso della società.

Questo mi fa venire in mente quello che DREAM TEAM ha cercato di realizzare in questi anni per le donne del territorio, mirando a renderle protagoniste di processi e progetti di ri-generazione e rilancio culturale, economico e sociale. Penso al progetto “L’empowerment in biblioteca”, con il quale abbiamo accompagnato un gruppo di donne allo scopo di aiutarle ad usare al meglio le proprie risorse e permettere loro di affrontare un vero e proprio cambiamento verso una logica di responsabilità ed autonomia. O ancora al lavoro con il mito di Antigone e con le Antigone napoletane. Penso alla rete del festival del cinema dei diritti umani che per diversi anni ci ha visto protagoniste a Scampia, ogni anno con un tema diverso, i cittadini rom, i diritti delle donne e il coraggio delle loro scelte, il gemellaggio con la Calabria che resiste e non tace, agganciata alla realtà culturale e politica di “Scampia Felice” (due utopie e confronto) e agli eventi numerosi di ogni “Marzo donna” (presentazione di libri, film, attività sportive, convegni, seminari). In questa prospettiva rientrano anche le attività che ogni anno proponiamo al territorio: i corsi di manualità, cucito, cake design, i gruppi di ascolto ed auto-aiuto… la gioia di chi riesce a creare piccole opere pur pensando di non esserne capace.

Il futuro è di chi sa credere in quello che fa... I percorsi di accompagnamento psicologico, un sostegno attivo per l’autodeterminazione e l’affermazione dei propri valori, l’orientamento al lavoro, il rafforzamento della propria autostima per creare percorsi nuovi e dare una svolta alla propria vita; il corso di yoga per avere la consapevolezza e il benessere del proprio corpo e la gestione dei molteplici ruoli femminili… E ancora il futuro é di chi si impegna per proteggere e difendere ciò che è stato violato: penso all’esperienza dello sportello antiviolenza, il protocollo con la rete istituzionale, il presidio di territorialità su cui abbiamo investito energie e professionalità per garantire un supporto reale alle donne del territorio vittime di violenza e maltrattamenti. Sappiamo quanto sia difficile riuscire ad arginare un fenomeno di così larga portata e abbiamo sempre creduto che non fosse giusto che le donne delle periferie dovessero sentirsi emarginate anche nella non facile fruizione dei servizi.

Infine, come dimenticarlo, il futuro è di chi sa prendersi cura delle nuove generazioni, accompagnandole nella crescita, offrendo opportunità relazionali e formative in grado di accoglierne i bisogni, le speranze, le paure. Proprio per questo abbiamo lavorato al progetto volontario “A Scuola di Pari Opportunità”, fatto nei licei e nelle primarie. Siamo pienamente convinte che dalla scuola dovrebbe partire l’educazione a una cittadinanza di genere e la promozione di una cultura di non discriminazione. In questa prospettiva abbiamo anche riunito un gruppo di adolescenti, 20 giovani donne con la collaborazione della scuola di calcio Arciscampia, per dare vita alla Dream Team Arciscampia: una squadra di calcio femminile perché lo sport, attraverso l’esperienza del gruppo e della “sana” competizione, possa rappresentare un’opportunità di crescita e sperimentazione di sé.

Insomma, il futuro è di chi sa contagiare entusiasmo… e di quello ne abbiamo sempre avuto tanto, è stato il carburante di questo percorso che ci ha permesso di arrivare fin qui. E che nel contempo ci carica di nuove forze, ci permette di pensare a tanti nuovi progetti da realizzare, consapevoli che c’è ancora tanta strada da fare per raggiungere i traguardi che ci siamo prefissi.

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