Mediterraneo Antirazzista a Scampia Tornata la panchina rossa per le vittime di femminicidio Vandalizzata la panchina rossa dedicata a Stefania Formicola

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Mediterraneo Antirazzista a Scampia

La sesta edizione del Mediterraneo Antirazzista si è conclusa. Due giorni, il 2 e il 3 giugno, all’insegna dello sport inteso come inclusione sociale, dibattiti, parate e tanta solidarietà.
La manifestazione si è svolta nello stesso periodo in cui oltre 1400 migranti sono sbarcati a Napoli. La catena della solidarietà è partita immediatamente da parte degli attivisti e dei cittadini confermando come la città sia per l’accoglienza e l’integrazione. Il Mediterraneo Antirazzista ha proprio lo scopo di fornire punti di riflessione e di sensibilizzare i bambini e i ragazzi sul tema delle relazioni interculturali attraverso una serie di tornei e molto altro.

La manifestazione è stata inaugurata venerdì 2 giugno, giornata in cui i cittadini e le associazioni del territorio di Scampia promotrici dell’evento si sono riuniti dinanzi alla sede del Centro Territoriale Mammut per dare avvio alla parata, curata dalla Bandabaleno, per giungere ai campi dell’Arci Scampia. L’evento è stato molto partecipato e numerose squadre di giovani di diverse fasce d’età provenienti da diverse zone di Napoli hanno preso parte ai tornei.
È stato presente, inoltre, il banchetto del comitato “Ero straniero – l’umanità che fa bene” che ha raccolto le firme per inviare una nuova proposta di legge al Parlamento che tuteli i migranti. L’accoglienza e la solidarietà che il Paese offre ai migranti è notevole, ma non è sufficiente. L’obiettivo del comitato è quello di raccogliere entro novembre 50mila firme per designare una nuova legge che possa offrire delle opportunità e delle alternative concrete attraverso la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa. (altro…)

Tornata la panchina rossa per le vittime di femminicidio

“Ai grandi dolori, ai graffi al cuore ci si abitua, per una sorta di fatalità, perché questa è la vita, si cerca di metabolizzarli, ma ai dispiaceri gratuiti quelli no, la rabbia ti pervade e non riesci a capire quanta cattiveria gratuita c’è in giro”.

Sono state queste le prime parole scritte da Patrizia Palumbo dell’Associazione Dream Team in seguito al ritrovamento della panchina rossa vandalizzata, simbolo della lotta alla violenza sulle donne.
Questo accadeva lunedì scorso ma già circa un mese fa lo staff della Dream Team trovò nell’aiuola in cui era posizionata la panchina rossa, alcune piantine strappate e altre capovolte. Ma la situazione peggiorò a partire da domenica 14 maggio, quando la panchina rossa venne trovata leggermente spostata e sfregiata, con la fioriera fatta in mille pezzi.

“Siamo ritornate lunedì e ho visto che da lontano la panchina era obliqua – racconta Patrizia – Sono andata a vedere era tutta sradicata al suolo. Questo è stato il dolore più grande anche perché per noi quella panchina ha un simbolo speciale. È stata inaugurata il 25 novembre ed è un po’ la dimostrazione del lavoro che ci prende giorno per giorno ed è anche il simbolo di tante donne che sono morte per femminicidio, in particolare è dedicata a Stefania Formicola”.

L’associazione in questi giorni ha potuto contare sulla solidarietà della famiglia di Stefania, ma anche di quella del Commissariato di Scampia che, grazie all’intervento di un fabbro, hanno riportato la panchina al suo posto. “Questo è un segno che lo Stato non ci abbandona sul territorio. – prosegue Patrizia – È stato un gesto anche di riconoscimento del lavoro che facciamo sul territorio e di riconoscenza della nostra territorialità”.

I lavori di ripresa sono continuati anche dopo. “Stamattina Emilia, una ragazza della squadra Dream Team Arciscampia mi ha chiesto dei guanti e ha iniziato a pulire tutta l’area dove era stata vandalizzata la panchina; in più ha preso una fioriera e ha iniziato a piantare e a prendersi cura dello spazio”. La panchina rossa è quindi ritornata e il messaggio che si porta dietro è ancora più forte di prima: “Mai più violenze“.

Maria Baldares per Libero Pensiero

Vandalizzata la panchina rossa dedicata a Stefania Formicola

Ai grandi dolori, ai graffi al cuore ci si abitua, per una sorta di fatalità, perché questa è la vita, si cerca di metabolizzarli, ma ai dispiaceri gratuiti quelli no, la rabbia ti pervade e non riesci a capire quanta cattiveria gratuita c’è in giro.
Come associazione abbiamo sempre tenuto nascosto una parte del nostro lavoro, il centro antiviolenza, l’assistenza alle donne ed ai loro bambini, abbiamo sempre detto che le loro storie erano le nostre storie e la sede della nostra associazione è stato sempre un punto dove loro potevano essere accolte, trovare un rifugio, chiedere aiuto ed anche solo sfogarsi, nella più totale riservatezza.

E’ un lavoro capillare a cui dedichiamo volontariamente con professionalità e competenze molto tempo, considerando la nostra appartenenza al territorio un valore aggiunto, senza aiuti economici né pubblici né privati ma solo con le nostre forze e un’alchimia di relazione che ci permette metterci al servizio di un territorio che chiede riscatto.
Abbiamo attrezzato la nostra sede operativa con un enorme sacrificio e con il lavoro delle nostra braccia, rendendola a norma come centro antiviolenza, come poche su tutto il territorio urbano e periferico, e siamo grate alla generosità di don Silvio D’Aniello, parroco della chiesa Giuseppe Moscati, che ce l’ha offerta in comodato d’uso gratuito. A tutto questo si era aggiunto, come segno di sensibilizzazione, l’installazione della panchina rossa, un’opera donata dagli amici del centro diurno di igiene mentale Gatta Blù, gruppo zoone coordinati dall’amico Giovanni Chianese, scolpita in due tronchi di legno e con il nostro motto inciso “mai più violenze” . Un’opera preziosissima perchè realizzata da persone che stanno attraversando un periodo buio della loro vita e sono stati così generosi ed altruisti ad impegnarsi in un tema così scottante che è il contrasto alla violenza di genere ed essere affettuosamente vicini al nostro lavoro. (altro…)